Liberalizzazioni, i tassisti protestano ancora contro il Governo. Nelle citta' e' caos

Caos taxi nelle città italiane in queste ore. Prosegue lo scontro dei tassisti con il Governo e con i propri rappresentanti sindacali. A Roma, riuniti al Circo Massimo i tassisti non si arrendono

I tassisti protestano ancora più forte contro il Decreto Liberalizzazioni. E vanno contro i loro stessi sindacati. Non si ritengono soddisfatti delle modifiche apportate al decreto dal Governo e dai loro rappresentanti. Quali sono i punti del Decreto Liberalizzazioni che contestano? I tassisti si oppongono alla liberalizzazione delle licenze, al rilascio di licenze plurime, che concentrerebbero nelle mani di pochi imprenditori il servizio pubblico dei taxi, e alla cogestione del servizio taxi di Comuni e Autorità delle reti, per prevedere il rilascio delle autorizzazioni ed eventuali modifiche sulle tariffe. 

Solo qualche ora fa si pensava che la questione potesse tornare alla normalità e che i tassisti avrebbero ripreso a lavorare. I sindacati si erano detti soddisfatti dell’incontro a Palazzo Chigi. Non è così, però, per la folla dei tassisti che sono riuniti al Circo Massimo e che non hanno accolto bene le dichiarazioni dei loro rappresentanti, scatenando l’inferno. Urla, spinte e offese. “Venduti, Venduti” si legge sugli striscioni indirizzati ai rappresentanti della categoria sindacale.

E i disagi per trovare un taxi crescono in tutta Italia. Giornate nere queste per chi si muove in città. Forti disagi si registrano a Fiumicino, dove i passeggeri sbarcati nella Capitale sono costretti a raggiungere il centro della città con autobus e treni. Anche a Milano è difficile trovare un taxi nei pressi di stazioni e aeroporti. A Napoli protestano anche le mogli dei tassisti, che occupano Piazza Plebiscito.

 

(GC) 

 

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